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SOCIETA'
19 aprile 2009
Ideologie 2.0


Un contadino, finita la sua giornata di lavoro in un campo avido di primizie a causa della sua rocciosità, stava tornando a casa con suo figlio piccolo. Lungo il tragitto incontrò il padrone dei campi che lavorava. Non appena i tre si incrociarono, il contadino si tolse il cappello in segno di rispetto per il padrone. Il figlio del contadino, per imitazione al padre, si tolse anche lui il piccolo berrettino che portava. Il contadino salutò umilmente il padrone, che continuò per la sua strada.

Non appena questo si fu allontanato, il contadino mollò uno scappellotto severo al figlio, dicendogli: «Non fare quello che faccio io. Non toglierti il cappello davanti al padrone. Non devi farlo, mai. Io devo farlo perché la mia posizione me lo obbliga, ma insieme agli altri contadini ci stiamo battendo affinché te, e tutti i bambini come te, non debbano più togliersi il cappello davanti ai padroni di questo mondo. Ricordatelo». E così dicendo si rimisero in marcia…

 

Questa storia fu raccontata da Pietro Ingrao durante un comizio, negli anni ’70, in un paesino poco dopo Fondi, ai confini fra Lazio, Campania e Abruzzo. Testimoni dell’epoca ricordano circa duemila presenti. Quasi tutti contadini, visto il luogo del comizio. Beh… dopo questo racconto, in molti ricordano che tutta la folla scoppiò a piangere. Di commozione. Di felicità. Di sete di riscatto.



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permalink | inviato da ema e tizi il 19/4/2009 alle 12:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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