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“Psicologia delle Folle”


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SOCIETA'
4 novembre 2007
Ciò che ci vogliono far credere

Non avevo dubbi; dopo il furor di popolo scatenato dallo sciacallaggio mediatico dei giorni scorsi attendevo con fiducia l’uscita dell’ennesimo triste episodio di cronaca nera per mano di un italiano. Sparatoria a Guidonia. Cause ancora da accertare, un morto, almeno otto feriti con un colpevole che ha sparato una cinquantina di colpi. La notizia compare sulle pagine di cronaca, ma è riportata sobriamente, quasi a voler descrivere un episodio circoscritto, di follia omicida conclusasi in tragedia. Niente in confronto alla storia di Giovanna, disgustosamente strumentalizzata dai media per alimentare la politica del terrore e l’aberrante discriminazione verso l’immigrato, il diverso, il nemico. Eppure la storia è la stessa: due vittime, due colpevoli, due vite stroncate drammaticamente. Solo che all’italiano medio non frega un cazzo di un crimine compiuto da un connazionale. Non si dà particolar rilievo al fatto che la sparatoria abbia rischiato di mietere tra le vittime anche due bambine di 4 e 5 anni. Al benpensante non interessa sapere nulla di questo crimine perché è troppo impegnato nel linciaggio dell’immigrato, è troppo preso dal proprio odio profondo, dalla voglia di punire il bersaglio più comodo, sono tornati in voga i picchiatori che scelgono la giustizia ‘fai da te’. La cosa più squallida è la distorsione delle notizie da parte dei media: in qualità di informatori hanno una forte responsabilità morale e sociale nella diffusione di notizie che possano influenzare così violentemente le folle. Squallidi collusi con politici inetti di qualsiasi schieramento. Qui non esiste alcuna differenza, destra o sinistra, stiamo permettendo che l’ignoranza e la superficialità prendano piede. Stiamo in guardia.

Tiziana
politica interna
2 novembre 2007
Linciaggio mediatico

Si svegliano sempre tutti insieme, gli italiani, quasi a comando, veicolati dalle pagine di cronaca nera abilmente strumentalizzata da media e politici. Improvvisamente tutti insorgono e si scagliano contro la presenza dell’insediamento di Tor di Quinto, quasi si accorgessero solo ora della sua presenza. Poco importa sapere che il campo esiste da 5 anni. Certo, nulla giustifica la barbara uccisione di Giovanna, vittima di un bastardo criminale. Però è curioso come l’opinione pubblica si desti furibonda al richiamo mediatico. I trafiletti di giornale su cui vengono riportati i crimini, tra cui stupri e omicidi, per mano dei nostri connazionali passano del tutto inosservati. Ah già, l’ennesima lite tra coniugi. Eh, sì, quello ha ammazzato la madre per rubarle la pensione. Di loro non abbiamo paura. Ci identifichiamo con gli italiani per principio, delinquenti o meno che essi siano. Invece dal rumeno di turno questo non è tollerato. Mi sembra di sentirli, quasi come cori da stadio: “Morti e buoi, dai paesi tuoi”. Altrimenti parte la caccia all’immigrato. E così è stato. Ribadisco per chi ne avesse ancora dubbi che non spezzo alcuna spada in favore dei criminali. Sono d’accordo con l’espulsione o pene severissime per gli stranieri come per i nostrani. Ma ora questa rabbia cieca, figlia della paura e dell’impotenza ci fa correre come animali imbizzarriti e bendati verso il precipizio. Individuiamo i veri colpevoli: chi è che ha permesso agli insediamenti (quelli illegali ovviamente) di crescere indisturbati sotto il naso di tutti? Ora parlano di sfollarli, di cacciarli in quanto abusivi… ma fino a ieri, se erano abusivi, perché non sono intervenute le forze dell’ordine o il nostro bravo sindaco a sgomberare il campo? Certo, ora con l’ondata violenta di rabbia ed esasperazione è facile raccogliere consensi dalla popolazione. Sono disgustata dai politici che non hanno mai promosso interventi che agevolassero l’integrazione degli immigrati così come non hanno mai stanziato forze dell’ordine per smembrare i nuclei urbani abusivi. Comprendo i sentimenti di rabbia e dolore, ma vedo come ancora una volta ci facciamo mettere i paraocchi da chi manovra l’informazione alimentando questo clima intransigente di odio che richiede un bersaglio su cui riversarsi. E, a quanto pare, il seme dell’intolleranza sta dando i suoi frutti.

Tiziana

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permalink | inviato da ema e tizi il 2/11/2007 alle 14:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa
politica interna
29 ottobre 2007
Stupid Italian Men

Ok, lo so che è lungo; però merita. In un clima di crescente intolleranza, in cui dinanzi ad ogni episodio di violenza il capro espiatorio è l’immigrato di turno, credo che l’articolo di Curzio Maltese centri pienamente il problema. I dati parlano chiaro, questa credenza che si è radicata negli ultimi mesi vede l’immigrato come piaga di questa nazione. I media propinano stronzate degne di palati ignoranti quanto voyeuristi, che si nutrono delle notizie spazzatura e alimentano il clima di diffidenza verso lo straniero. Mi dispiace dirlo, ma l’Italia non si smentisce più; il grande popolo di pecoroni belanti che pendono dalle labbra del demagogo di turno deve rientrare in contatto con la realtà. Basta starnazzare sull’immigrato di turno. Informazione, ci vuole solo informazione. E ragionare, prima di parlare per tirar fuori una schiera di comodi luoghi comuni.

Tiziana

Tutti contro gli immigrati. Tranne i numeri


Com’era prevedibile, fra il «vaffanculo» e il «via gli immigrati» il passo linguistico è stato breve. Prima di arrivare al passo successivo, detto «dell’oca», forse bisognerà riflettere un poco sui problemi reali. Negli ultimi mesi è ricominciata sui media, tv, giornali, per non parlare dei siti e blog in Internet, una campagna di criminalizzazione degli immigrati. Non passa giorno, e nemmeno ora, senza che si abbia notizia di una violenza, un delitto, uno stupro, un investimento automobilistico, compiuti da un «marocchino», «rumeno» o genericamente un «extracomunitario».
Nel novembre scorso, l’Istat ha svolto una ricerca sulle violenze alle donne in Italia, la più ampia mai condotta nel nostro Paese, su richiesta del ministro delle Pari opportunità. Su cinquecento stupri compiuti o tentati sulle donne, il 24 per cento è stato commesso da un amico, il 20 dal marito o ex, il 17 dal fidanzato o ex, il 12 da un conoscente, vicino o collega e così via. Gli stupri commessi o tentati da estranei sono soltanto il 3,5 per cento. In questa esigua percentuale sono comprese le violenze compiute da stranieri, che tuttavia occupano l’ottanta o novanta per cento dell’informazione.
Ha suscitato enorme scandalo il caso del rom ubriaco che ha travolto e ucciso quattro adolescenti di Appignano del Tronto ed è stato condannato solo a sei anni e sei mesi (oggi peraltro è agli arresti domiciliari). Uno scandalo comprensibile. Ma si dovrebbe aggiungere che non si ha notizia di un italiano, fra migliaia di casi, che abbia passato più di una settimana in cella per lo stesso crimine.
Terzo esempio. Nelle carceri italiane, tornate ad affollarsi un anno dopo l’indulto (con buona pace del trasversale fronte di consensi), la percentuale di stranieri è salita al 36 per cento. La maggior parte dei quali è detenuta per reati di immigrazione, per i quali, legge alla mano, dovrebbero in realtà essere rimpatriati. Il tasso di delinquenza degli immigrati regolari, in compenso, rimane intorno allo 0,03 per cento, di molto inferiore a quello dei cittadini italiani.
Ogni volta che si ricordano queste cifre, si viene sommersi da e-mail di insulti, lettere anonime, attacchi da parte della stampa di destra. Segno che esiste nel Paese un’insofferenza verso gli stranieri, non motivata da problemi reali, di cui però bisogna tenere conto. I demagoghi ci speculano sopra, affari loro. I politici dovrebbero varare misure meno contraddittorie. I dati comunque sono questi, né di destra né di sinistra. La manipolazione o la censura dei dati hanno un colore politico, tendente al nero.

Curzio Maltese, “il Venerdì” di Repubblica

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permalink | inviato da ema e tizi il 29/10/2007 alle 22:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (32) | Versione per la stampa
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