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POLITICA
11 dicembre 2008
Siamo meravigliosi!


Martedì 9 dicembre si è svolto presso la facoltà di giurisprudenza dell'università di Tor Vergata un convegno in occasione della giornata mondiale contro la corruzione: “anche il tuo NO conta”. Come da programma i lavori sono stati aperti dal Magnifico Rettore Renato Lauro, che ci ha regalato solo un approssimativo intervento. Si è proseguito con gli interventi del professor Rampioni ordinario di diritto penale, che ha tenuto a ribadire da buon giurista che “ il diritto penale fa a cazzotti con l'etica” così da confermare ,che oggi nel nostro paese la corruzione viene ancora percepita come fenomeno morale e prettamente privato e non come malsano meccanismo su cui poggia la società. A concludere i lavori era stato invitato l'illustrissimo professor Renato Brunetta, ministro per la pubblica amministrazione e innovazione dell'attuale governo e, a tempo perso, docente associato presso la facoltà di economia del nostro ateneo.
L'Assemblea Autorganizzata ha deciso di intervenire al convegno (pur non essendo stata invitata!) per ribadire la sua netta posizione contro la corruzione e i suoi dubbi e le sue perplessità circa la partecipazione dell'esponente di un governo il cui leader è stato più volte indagato e accusato, come nel processo “SME”, del reato di corruzione. Noi studenti ci siamo incontrati presso la facoltà di scienze e siamo partiti in corteo con circa 300 persone tra cui anche studenti di Roma3, verso la facoltà di giurisprudenza. Al nostro arrivo abbiamo trovato l'edificio altamente militarizzato: oltre la polizia del commissariato di zona erano presenti numerosi carabinieri e poliziotti in tenuta antisommossa ( con 2 camionette e 3 jeep blindate). Sia all'interno che all'esterno della facoltà si trovavano agenti in borghese, che inizialmente ci hanno impedito di entrare. Siamo comunque riusciti ad entrare nell'aula magna ed interrompere il convegno perchè ormai stufi di porre domande e non ottenere risposte.
Ci chiediamo perchè il nostro c.d.a. abbia stanziato 3 mln di euro (ricavati dalla vendita dell'edificio in cui si trova proprio la facoltà di giurisprudenza e il rettorato) per la realizzazione di un monumento al “bimillenario cristiano” quando gli studenti di tutto l'ateneo svolgono le lezioni in prefabbricati in cui spesso piove. Ci chiediamo come dovranno comportarsi i nostri ricercatori in vista del futuro blocco delle assunzioni, e come dovremo comportarci noi studenti oramai inseriti nell'ottica di un aumento delle tasse universitarie, già per il 2009, e di una privatizzazione del sapere e dei servizi.
COME SEMPRE NON ABBIAMO OTTENUTO RISPOSTE!
Ci definiscono facinorosi e strumentalizzati perchè durante il precedente governo di centro-sinistra non siamo mai scesi in piazza a manifestare; a questi rispondiamo dicendo che la 133, la 180, e il DL 1197 non sono che la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La nostra rabbia è solo il frutto di più di 50 anni di pessima e corrotta amministrazione del sapere , della cultura, dell'economia, della ricerca, della sanità e di tutta la pubblica amministrazione. Ci esortano al dialogo con chi viene invitato a chiudere un convegno, quando tutti sappiamo che a chi apre o chiude i convegni viene riconosciuta, di norma, la massima autorità ed il massimo rispetto senza possibilità di replica. respingendo questa finta apertura al dialogo, abbiamo abbandonato l'aula magna e ci siamo diretti in corteo per il quartiere di Tor Vergata. Abbiamo attraversato il centro commerciale “La Romanina” esponendo striscioni: in particolare su uno di questi abbiamo espresso la nostra solidarietà nei confronti di Andreas, lo studente greco ucciso dalla polizia sabato notte nel quartiere Exarchia di Atene. Abbiamo espresso a parole anche la nostra vicinanza ai lavoratori del centro commerciale, invitando loro e i lavoratori tutti ad aderire allo sciopero e a partecipare alla manifestazione di venerdì 12 dicembre.
La mobilitazione non si arresta!
CULTURA
6 dicembre 2008
TOR VERGATA IN LOTTA

Percorsi multimediali artistici di controinformazione sulle mobilitazioni studentesche dal ’68 ad oggi


Domenica 7 dicembre 2008 l’Assemblea Autorganizzata di Tor Vergata ha organizzato un incontro sul tema delle mobilitazioni studentesche dal ’68 ad oggi nel mondo, della controinformazione e del diritto allo studio. L’incontro si terrà nell’Auditorium “Ennio Morricone” della Facoltà di Lettere e Filosofia alle ore 21.00. Partendo dalle pagine nere della storia dei movimenti studenteschi (Stati Uniti 1968, la notte delle matite spezzate in Argentina, la Primavera di Praga etc.), si susseguiranno momenti di riflessione, dialogo, e recitazione, inerenti le tematiche sopraccitate che saranno integrate da un montaggio video degli episodi più importanti degli ultimi 40 anni di lotte.

Oltre ad esporre la nostre posizioni nei confronti della legge 133 e delle decisioni politiche che da 20 anni a questa parte hanno portato alla condizione universitaria attuale, l’assemblea ha deciso di invitare varie voci del mondo della cultura nella rilettura più ampia del termine. A tal proposito interverranno al dibattito Fiorella Mannoia, Daniele Monterosi, Simonetta Salacone (dirigente della scuola elementare Iqbal Masih), una delegazione de “I 100 Autori” e alcuni ricercatori dell’Università di Tor Vergata.

 

Contatti:

 

clic@autistici.org

www.autistici.org/torvergatainlotta

133nograzie.blogspot.com

torvergata.adoforum.net


diritti
27 novembre 2008
L'Onda


Con le budella dell'ultimo papa,

impiccheremo l'ultimo re!



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CULTURA
8 novembre 2008
TOR VERGATA OCCUPATA

Programma martedì 11 novembre

Ore 20:00

Ascanio Celestini

Presso l’Auditorium della Facoltà di Lettere e Filosofia

Tor Vergata, via Columbia 1 (Roma)


ASSEMBLEA AUTORGANIZZATA

Contatti: 06-72595203 ; clic@autistici.org

http://torvergata.adoforum.net

http://www.autistici.org/torvergatainlotta

http://133nograzie.blogspot.com


politica interna
3 novembre 2008
ITALO BOCCHINO OSPITE SGRADITO CONTESTATO A TOR VERGATA
COMUNICATO DALLO SPERDUTO ATENEO DI TOR VERGATA
(tra la "metropoli" e la "banlieue"... un'università borderline)



Oggi 3 novembre nella facoltà di Lettere e Filosofia dell'università di TOR VERGATA (lo scriviamo maiuscolo perché E' DA UNA SETTIMANA che occupiamo e da un mese che siamo in mobilitazione senza alcun riscontro mediatico!) 300 studenti dell'Assemblea Autorganizzata hanno deciso di dimostrare la loro totale contrarietà alla presenza di uno dei portavoce del PdL, senatore della Repubblica, Italo Bocchino. Non capiamo perché in questo particolare e splendido periodo di mobilitazione, un docente della facoltà abbia invitato ad una lezione di comunicazione questo personaggio che ha enormi responsabilità politiche e sociali, in quanto sostenitore delle leggi 133 e 137, ma soprattutto gode di grandissimi spazi in tutte le trasmissioni televisive del suo padrone e non. Pacificamente ma in maniera determinata, consapevoli e arrabbiati per questa presenza insolente e provocatoria, abbiamo scelto di non partecipare all'incontro ma di esprimere il nostro dissenso all'esterno dell'aula in cui si teneva la pseudo-lezione. Questo perché un nostro eventuale intervento al suo interno avrebbe legittimato la presenza di Italo Bocchino in facoltà, con il solito refrain del dialogo con gli studenti, incrementando peraltro il numero dei presenti all'ennesima potenza. Dalle foto e dai video linkati si evince che la millantata maggioranza silenziosa che appoggerebbe i noti provvedimenti governativi in realtà non esiste! La sparuta minoranza era composta da una quindicina di studenti, tra cui ben due militanti di Azione Universitaria e alcuni nostri pericolosissimi infiltrati armati di taccuino, penna e macchina fotografica. Secondo i pochi e neutrali partecipanti all'incontro, il tutto si è rivelato una vera e propria buffonata con studenti che non hanno potuto formulare liberamente le proprie domande. Più che un dialogo sembrava una trasmissione di Bruno Vespa aggravata dal tema della lezione “I nuovi modi per comunicare la politica sui media”. E' chiaro a tutti perché questo Paese versa in condizioni sempre più drammatiche. Italo Bocchino stasera potrà dire tutto quello che vuole in TV, ribaltando la realtà dei fatti. Pur essendo senza scorta, NESSUNO lo ha toccato, né al suo arrivo né alla sua dipartita a bordo di una costosissima Alfa Romeo, apostrofata dai nostri cori di scherno e disprezzo.
Crediamo che questo modernizzatore, come egli stesso ama definirsi, abbia ben recepito il messaggio: Tor Vergata lo ripudia e Tor Vergata è antifascista. A chi ha approvato leggi nefaste, il 6 di agosto, abbiamo risposto con rabbia, ironia e determinazione, al grido di "NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO", "SILVIO QUANTO TI PAGA?", "IL GREMBIULE METTILO A TREMONTI", "TOR VERGATA E' ANTIFASCISTA", "LA MAGGIORANZA E' RUMOROSA E SIAMO NOI!" oltre a qualche altro slogan regalato dal suo cognome. Proseguiamo nella mobilitazione permanente con un'occupazione che non interferisce con la didattica ma promuove iniziative culturali di ogni genere, tra lezioni, assemblee, gruppi di studio, cineforum e spettacoli teatrali. All'occorrenza, abbiamo già dimostrato come il nostro ateneo sia in grado di manifestare in massa, tanto al corteo spontaneo del 27 ottobre, quanto a quello dello sciopero del 30 ottobre con uno spezzone compatto, autodifeso e antifascista di circa 7.000 persone.

Oggi la polizia era assente, non c'è stato alcun problema di ordine pubblico e ciò dimostra la nostra capacità organizzativa persino in momenti di forte tensione emotiva. Il programma delle iniziative lo trovate sul nostro sito: http://133nograzie.blogspot.com e sul forum: http://torvergata.adoforum.net






POLITICA
1 novembre 2008
Non è stata una rissa, ma un'aggressione fascista.


Mentre il Governo dà la colpa degli scontri di piazza Navona ai Collettivi di Sinistra, (ignorando quanto detto e scritto da Curzio Maltese) pubblichiamo la testimonianza di Elena, professoressa precaria di tedesco. Elena (il cognome ci è noto) era in piazza Navona la mattina degli scontri e ha assistito all'intero svolgimento della contestata vicenda.

 

Sono arrivata a Piazza Navona verso le 10.00. La zona era presieduta da numerosa polizia e altrettanto numerosi carabinieri, Corso Rinascimento era inaccessibile.

La piazza era piena di ragazzini intorno ai 15 anni. Moltissimi erano pigiati nella stradina della Corsia Agonale che sta proprio davanti a Palazzo Madama. Sembrava di essere su un autobus all'ora di punta. Mi sono messa tra una panchina di marmo e un lampione, guardando il Senato; davanti a me, di lato a sinistra, il camion dei Cobas, che erano lì come annunciato. Non mi piaceva l'atmosfera, gli slogan che sentivo erano privi della freschezza delle ultime manifestazioni. Alla mia destra vedevo un camioncino bianco che cercava di arrivare proprio alla fine di Corsia Agonale. Sul tetto del camioncino bianco c'erano ragazzi più grandi. Non studenti medi, alcuni sui trenta. Avevano il microfono e molti di loro videocamere. Ricordo perfettamente una biondina, giovanissima, che filmava tutto. Voci rauche e dure. Occhiali a specchio.

Dall'altro camion qualcuno improvvisamente ha urlato che stavano caricando. Ho pensato: "La polizia" e ho cercato di calmare le ragazzine che erano intorno a me, dicendo loro di non mettersi a correre, che si sarebbero fatte male. Non mi hanno (giustamente) dato retta e mi hanno scaraventato, cadendomi addosso e in parte calpestandomi, sulla panchina. Liberata dai corpi che mi stavano addosso, mi sono alzata e li ho visti schizzare intorno a me: ragazzi con il viso coperto e scoperto che con cinghie e fibbie di ferro picchiavano chiunque capitasse loro a tiro. Alcuni di loro usavano i caschi. Ho visto un ragazzo a terra preso a pugni e calci da un gruppo. L'ho visto riuscire ad alzarsi e scappare con il sangue che gli colava dal viso, mentre continuavano a prenderlo a cinghiate. Tremavo come una foglia. Ho iniziato a urlare di smetterla. Vicino a me un'altra signora, mia coetanea, chiedeva chi fossero quei picchiatori.

Ho urlato: "Ma dov'è la polizia? Stanno picchiando dei bambini!!".

Dopo è tornata una calma strana. Me ne sarei voluta andare, ma vedendo solo sparuti adulti in quella piazza di adolescenti, non me la sentivo: se dal camioncino bianco avessero attaccato di nuovo, almeno un paio di adulti avrebbero dovuto provare a fermarli.

Gli aggrediti, soprattutto le ragazzine, avrebbero voluto mandarli via. Ho cercato per quello che potevo di calmarle. Avevo paura, per loro e per me: i ragazzotti del camioncino ci avrebbero massacrati.



Così è trascorsa un'ora. Surreale. Dal camioncino bianco venivano slogan pesanti, volgari. Mi chiedevo: "Come è possibile che restino qui, che nessuno faccia nulla?"

Davanti a me un via-vai particolare: alcuni signori in giacca e cravatta, cinquantenni, uno dei quali con difficoltà di deambulazione e accompagnato da una signora elegante, in pantaloni, completo scuro, provenendo dalla sinistra della piazza, andavano dai ragazzi del camioncino e parlavano con loro. Il signore e la signora mi saranno passati davanti almeno tre volte. Poi ne sono arrivati una decina, in processione, vestiti sportivi, tra i quaranta e i cinquanta. Avevano walkie-talkie. Hanno parlato con i giovanotti del camioncino bianco e poi se ne sono andati.

Dopo poco è arrivata un'autombulanza vuota, dalla destra della piazza, che si è messa dietro il camioncino bianco, che piano piano è partito e, superando il camion dei Cobas, se ne è andato, seguito da una trentina di ragazzi che urlavano. Dietro di loro l'autombulanza vuota.

Ho pensato: "Finalmente se ne vanno, scortati". Mi sono diretta verso Corso Vittorio Emanuele per tornare a casa e ho visto arrivare un corteo. In soccorso dei picchiati di prima, ho pensato. Ho urlato: "Quei violenti se ne sono andati!!". Ma poi da lontano ho visto che non erano stati mandati via del tutto. Erano stati solo spostati dall'altro lato della piazza.

Cosa è successo dopo è noto.

 

Mi chiedo:

- Come è stato possibile che in Piazza Navona, piena di ragazzini e ragazzine pacifiche, sia un camioncino pieno di bastoni e spranghe? Perché la polizia che pure aveva blindato la zona non ha controllato?

- Perché le forze dell'ordine non sono intervenute mentre degli adolescenti inermi venivano picchiati da energumeni con cinghie e caschi?

- Chi era il signore in giacca e cravatta con un evidente problema di deambulazione, accompagnato da signora in completo scuro, che più volte e per lungo tempo si è intrattenuto con i giovani del camioncino bianco?

- Chi erano gli altri signori, vestiti sempre con giacca e cravatta, che pure hanno conversato con loro?

- Chi erano i signori con i walkie-talkie?

- Perché è stata mandata un'autombulanza in piazza per scortare il camioncino bianco e i giovani che stavano nelle sue immediate vicinanze, ma alla fine non è stato fatto uscire del tutto?



 

Fonte Repubblica.it

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