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“Psicologia delle Folle”


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14 febbraio 2007

Resisterò

per Officina Democratica




permalink | inviato da il 14/2/2007 alle 0:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
politica interna
2 febbraio 2007
LA BANDA DEGLI ONESTI

Nel paese in cui se sei invalido percepisci una miseria l’anno (in media 350 euro mensili –ma si può arrivare a percepirne anche soli 238-) e non puoi permetterti di fare un lavoro in regola (pena la sospensione della pensione di invalidità), ci sono i nostri parlamentari che non si adeguano a questi codici previsti dalla Costituzione creando leggi ad hoc per la loro casta. Oligarchia travestita da democrazia. E’ oramai roba vecchia: il Parlamento si è dimostrato in più di un’occasione una nazione a sé in ambito legislativo. Il dato è oramai assodato da tempo, dai lauti indennizzi e buste paga, fino al più recente scandalo Pacs (scandalo che vedeva una legge analoga già vigente ma attuabile solo se si è parlamentare). Ora l’ennesimo colpo gobbo. Il settimanale L’Espresso denuncia quanto segue: ogni parlamentare, grazie a leggi da loro volute ed emanate, gode di un vitalizio che va dai 3 mila euro mensili -accumulabili con appena 5 anni di mandato- ai 10 mila, in caso di presenza nelle aule di Montecitorio per oltre 30 anni, il tutto calcolato in maniera percentuale. Non soddisfatti di tale lauta buona uscita, un ulteriore articolo prevede che tali mensilità possono continuare ad essere erogate anche qualora il parlamentare in questione decida di svolgere un altro lavoro. E questa possibilità ha risvolti infiniti: si va da Veltroni che somma lo stipendio di sindaco (5500 euro netti mensili) con il vitalizio di 9 mila euro lordi a Vito Riggio , ex Dc, attualmente commissario Enac (150 mila euro lordi l’anno), passando per Marida Bolognesi, ex Ulivo, tornata ad insegnare e pertanto beneficiaria di un reddito da lavoro dipendente. L’Espresso ne ha contati tremilatrecentodue tra ex parlamentari, deputati e senatori beneficiari di questa pensione. Molti di questi hanno pertanto un doppio reddito! Il triste record spetta a Luciano Benetton, che, per soli 2 anni spesi a Palazzo Madama, incassa una pensione vitalizia di 3108 euro lordi al mese. Inaudito! Il tutto quanto costa alle tasche dei contribuenti? 127 milioni di euro per i pensionati uscenti da Montecitorio, a cui si vanno a sommare i 60 milioni di euro dei pensionati ex-parlamentari. L’anno. Champagne!
Emanuele

FIRMATE QUI LA PETIZIONE ON-LINE PER RIDURRE LO STIPENDIO DEI PARLAMENTARI E SENATORI




permalink | inviato da il 2/2/2007 alle 0:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
26 gennaio 2007

E se l'Olocausto non fosse mai esistito?
Per Officina Democratica




permalink | inviato da il 26/1/2007 alle 10:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
SOCIETA'
16 novembre 2006
E UNA BRECCIA SI APRI'

Torniamo a parlare d’eutanasia dopo che l’argomento tabù era stato nuovamente rilegato in secondo piano dopo le sommosse provocate dalle dichiarazioni di Piergiorgio Welby. Dopo due settimane in cui l’opinione pubblica si era scissa, schierandosi drasticamente a favore o fermamente contro l’eutanasia, era calato il tipico velo di silenzio sulla vicenda e sul tema, come sempre accade quando gli animi si accendono con facilità ma seguono poche azioni. Tuttavia, ieri si è tornato a parlare dell’argomento, stavolta per voce della chiesa britannica, che per la prima volta mostra un segno di apertura verso l’eutanasia. Il reverendo Tom Butler, a capo della diocesi di Southwark, infatti, ha ascoltato la richiesta del Royal College of Obstetricians and Gynaecologists, un’associazione medica che richiedeva l’attuazione dell’eutanasia per i casi più gravi di neonati portatori di severissime disfunzioni e handicap, che non permetterebbero loro di condurre una vita normale, ma li costringerebbero ad una vita in stato semi-vegetativo, sottoponendoli inoltre a terribili dolori fisici. Tom Butler ha sconvolto l’opinione pubblica ed i fedeli presenti, dando voce ad esternazioni che condividevano le preoccupazioni dell’associazione, e che invitavano ad avvicinare una nuova forma di “pietà cristiana” verso le piccole creature, in termini di alleviamento da indicibili sofferenze. La Chiesta ha saputo parlare di “dolce morte”. Questo termine spesso suscita orrore, poiché appare contraddittorio. Può la morte essere vista come qualcosa di dolce? Quasi da agognare? Credo che solo i malati terminali o coloro che devono sopportare ogni giorno di vita in più, vivendolo come un supplizio, possano realmente parlare di valore della vita. Tom Butler, afferma dall’alto della sua carica che "in alcune circostanze può essere giusto interrompere o togliere una cura, sapendo che è possibile,  e fortemente probabile, che tale atto provochi la morte.” La grandezza di vedute di tale vescovo cerca di estendere tale messaggio all’intera chiesa anglicana, seppur ribadendo l’importanza di una severissima regolamentazione per guidare tali decisioni. In Gran Bretagna rimane tristemente celebre il caso di Charlotte, nata prematura di tre mesi. Pur scontrandosi contro il parere assolutamente contrario dei medici, che comprendevano che la piccola versava in condizioni gravissime e avrebbe riportato severissime lesioni, i genitori hanno imposto di mantenerla in vita, con ogni possibile mezzo. La bambina ha riportato terribili danni cerebrali permanenti, nonché gravi disfunzioni polmonari, sopravvivendo attraverso un’alimentazione artificiale in stato completamente vegetativo.  Poco dopo i genitori si sono separati ed hanno abbandonato la figlia in ospedale, unico luogo dove possa ricevere il sostentamento necessario per sopravvivere. I genitori tuttavia hanno scelto di cederla in adozione.

Fino a dove può spingersi l’egoismo umano??

Tiziana




permalink | inviato da il 16/11/2006 alle 14:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
SOCIETA'
14 novembre 2006
LA FINANZIARIA, E QUEL CHE LE GIRA INTORNO

Proprio quando il governo Prodi, in abito di Finanziaria, emette una correzione al rialzo delle tariffe applicabili ai motorizzati, dalle immatricolazioni alle revisioni passando per le operazioni di rilascio della patente, atte a fornire alle casse dello Stato una liquidità pari a 50 milioni di euro, l'occhio mi cade sulla notizia di Fatuzzo Carlo e del suo Partito dei Pensionati: nelle ultime elezioni politiche, data una spesa a suo carico di 16mila euro, il suo partito ha ricevuto un rimborso pari a circa 3 milioni di euro. Ovviamente il discorso fatto per Fatuzzo ed il suo partito è applicabile, e applicato, a tutti i partiti rappresentati in Parlamento. Dopo il referendum, che nel '93 sancì l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, il Parlamento, in pieno stile italico-raggiratore, emanò una legge che, cambiando i contenuti, ritornava sostanzialmente, o meglio dico io, a finanziare i partiti: grazie a questa legge parlamentare i partiti non erano più finanziati, ma rimborsati. Il rimborso è un atto giusto, ho subito pensato, le spese elettorali non sono cose da poco. Ma le cifre sopra citate non combaciavano col termine 'rimborso'. Ed ecco che l'arcano mi si iniziò a svelare: da un risarcimento di 800 lire per ogni cittadino residente e per ognuna delle due Camere nel '93, si passò presto alle 1600 lire, fino ad arrivare ai giorni nostri: fatta la tara dell'inflazione, i partiti, della vecchia cifra suddetta, arrivano ad incassare ben 1.10 euro a cittadino. A nulla valse la proposta di restituzione dilazionata dei fondi in sovrabbondanza con una rateizzazione del 20% annuo. Tale proposta non passò mai, tuttavia fu possibile far passare, nel 2001, una seconda legge che prevedeva un ulteriore aumento del rimborso per ogni singolo cittadino pari a 4000 lire, subito modificato a 5 euro. In conclusione, oggi, i partiti, tra elezioni parlamentari, europpe, regionali, eccetera, arrivano a prelevare dalle casse dello Stato una somma pari a circa 250 milioni di euro. Per palesare meglio il concetto, questi rimborsi spese sono pari anche a 76 volte la cifra impiegata da un singolo partito. Totale delle spese accertate: 88 milioni di euro. Totale dei rimborsi: 249. Quasi il triplo. Da ciò non voglio generalizzare, sfociando in un giudizio semplicistico sulla Finanziaria, che è ben più articolata del singolo emendamento sui motorizzati, ma il paradosso di cifre è grottesco. Detto ciò, o si modifica la legge sui rimborsi ai partiti, o le tariffe applicate ai motorizzati, pari a miseri 50 milioni di euro, non possono non prendere i tratti di una madornale ingiustizia sociale nei confronti dei cittadini.

Emanuele




permalink | inviato da il 14/11/2006 alle 11:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
11 novembre 2006
L'ARTE...DELLA GUERRA

L'8 per mille dato dagli italiani per l'arte, circa 110 milioni di euro, è andato in gran parte per la guerra in Iraq.

ROMA - "Sono rimasta strabiliata che l'8 per mille dato dai cittadini italiani per l'arte, la cultura e il sociale sia andato in gran parte per la guerra in Iraq e solo una minima parte per la fame nel mondo. A rivelarmelo è stato Enrico Letta - ha aggiunto - il quale a suo tempo lo aveva riferito in una conferenza stampa ma era stato riportato solo in un trafiletto di giornale". Giulia Maria Crespi, presidente del FAI.     (larepubblica.it)

 

Sconvolgente. Non saprei come altro definire questa notizia. Gli italiani hanno devoluto circa 110 milioni di euro all’arte, per ritrovarne ben 105 utilizzati nella missione in Iraq. Di tale missione sono già tornato a parlarne a tempo debito, palesando il mio dissenso nei confronti di una guerra che era chiaramente a fini di lucro, personale, e verso una nazione che non aveva colpe palesi che giustificassero un attacco simultaneo da parte delle maggiori potenze, economiche e militari, del mondo, ricordando sempre che l’attacco era giunto in maniera ingiustificata dopo il fallimento in Afghanistan. Come già sottolineato parlando della pena di morte inflitta a Hussein, la colpa dell’Iraq era sostanzialmente quella di non sottomettersi ad una politica vampiristica degli USA in tema petrolifero. Non avevo però esaurientemente parlato dell’onere economico che una guerra del genere avesse portato agli Stati partecipanti al conflitto, e la notizia riportata dal quotidiano Repubblica mi facilita il ragionamento: il vecchio governo, pur di portare a termine la missione in Iraq, non ha indugiato nel prelevare fondi destinati ad altri scopi, commettendo così, sia ben chiaro, un reato. Accadde che i soldi preposti alla missione in Iraq presto finirono, e chiedere alla popolazione un aggravio fiscale in più, per finanziarli, sarebbe stato controproducente; meglio lasciare tale onere al governo successivo... Così, quindi, preferirono fare tanti sorrisi e finta di niente (come lo stampo craxiano impone) e attingere silentemente pecunia laddove non era consentito. Ora, come direbbe Lubrano, ‘la domanda sorge spontanea’: perché tutto ciò non è stato detto al tempo? Perché non si è chiesto nulla ai devolutori dei soldi all’arte? Perché tali brogli sono stati scoperti dal governo successivo? Un ammanco del genere è scandaloso. Ecco allora che la finanziaria dell’Unione prende un significato diverso. Si è molto criticata la manovra di Prodi, più o meno giustamente, senza riflettere sul fatto che i servizi di natura sociale erogati dallo Stato in forma gratuita o semi-gratuita, soggiacciono ad un capitale finanziario dello Stato, senza il quale i suddetti servizi vengono a gravare sul portafogli dei contribuenti in maniera maggiorata. Come possiamo criticare una finanziaria la cui unica colpa risiede nel voler risanare i conti delle casse dello Stato? Avere un aggravio fiscale maggiore del dovuto non rende felice nessuno, ma è sciocco fare facile demagogia lamentandosi di questo maggiore peso fiscale quando la verità risiede nel fatto che il precedente governo ha sperperato i soldi pubblici altrove e dove non consentito. A dicembre la Cdl scenderà in piazza, come annunciato da Berlusconi, per dire NO alla finanziaria di Prodi. Riflettendo su quanto appena scritto, trovo grottesco e paradossale un atteggiamento del genere. I sostenitori della CdL scenderanno in piazza per dire NO a cosa?! Alla tassa sui loro benedetti Suv?! Dicessero NO a Berlusconi e al suo vecchio governo, esecutore di manovre illecite.

 

Emanuele




permalink | inviato da il 11/11/2006 alle 16:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
SOCIETA'
10 novembre 2006
OfficinaDemocratica



Quest'oggi inizia l'attività della nostra OfficinaDemocratica, un meta-blog d'ispirazione democratica gestito da un gruppo di amici, che, seppur lontani geograficamente e nei percorsi di vita, sono accomunati dalle medesime idee e convinzioni...in una voce unica e coerente.

Il progetto nasce  dall'esigenza di rappresentarci e di rappresentare un'ampia parte della società civile e politica che, come noi, si identifica in determinati valori, nella coerenza ed in onestà intellettuale, virtù che troppo spesso vengono messe da parte nel mondo della politica.

GLI AUTORI SONO:

rinascitanazionale.ilcannocchiale.it
eclissidisole.ilcannocchiale.it
loumogghe.ilcannocchiale.it
emaetizi.ilcannocchiale.it
castenasoforever.ilcannocchiale.it
gianniguelfi.ilcannocchiale.it
andryyy.ilcannocchiale.it

Per partecipare al progetto, ovviamente seguendo lo spirito e il senso del "laboratorio di idee" di stampo democratico, mandate una e-mail alla redazione. Cominceremo a lavorare insieme.



permalink | inviato da il 10/11/2006 alle 0:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
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