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“Psicologia delle Folle”


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sentimenti
2 ottobre 2009
Dio se eravamo belle


Voghera - Massima Sicurezza – 1983

 

Le divise informi di stoffa ruvida con stampigliato sulla schiena "Trani - 1944" (ma eravamo belle lo stesso, bastardi, Dio se eravamo belle).

E quando mettevano brutta musica a tutto volume sparata dagli altoparlanti in tutti i corridoi per impedirci di comunicare tra noi, noi cantavamo più forte, fino a gonfiare le vene del collo.

E quando, al momento dell'arrivo, ci mettevano nude in fila e ci facevano fare sei flessioni e poi ci cacciavano a forza sotto le docce calde, per vedere se la vagina, rilassata dal calore, lasciava cadere esplosivi, messaggi cifrati, documenti politici, lettere d'amore clandestine, cacciavamo le lacrime in gola e cercavamo i nostri sguardi più sprezzanti e, perfino, qualche scintillio di ironia.

E quando, rivestite delle divise naziste, e calze color militare che scendevano al polpaccio ad ogni passo e scarpe di cartone, incalzate dal fiato sul collo dello sbirro che dava il ritmo dell'apertura dell'infinita teoria dei cancelli blindati ripetendo "muoviti puttana".

Sì, anche allora eravamo belle, bastardi, Dio se eravamo belle.

 

Susanna Ronconi



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permalink | inviato da ema e tizi il 2/10/2009 alle 20:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
CULTURA
18 agosto 2009
Dio nelle piccole cose

Walter Benjamin diceva che dio si annida nelle piccole cose. Ovvero, laicizzando l’affermazione, che le piccole cose sono paradigmatiche del mondo che ci circonda o, detto meglio, che è dalle piccole cose che si riesce a capire il mondo. Tutto il mondo, non una parte. Proprio tutto. Questa è una sacrosanta verità, c’è poco da fare.

Ebbene… ieri sera ho letto un annuncio per un appartamento su un cancello per le vie di Roma, che è praticamente uguale a quello che segue, o quantomeno gli è uguale nella parte che mi interessa:



 

L’annuncio che ho letto per strada, similmente a quello che vedete qui ma che ho trovato in rete, pone un accento fondamentale sull’"essere tranquillo" di una persona. Sono una ragazza tranquilla. E cerco, per condividere un appartamento, altre ragazze tranquille. Altrimenti non se ne fa nulla.

Ora: cosa vuol dire essere tranquilli? Cosa fa di una persona, una persona tranquilla? Forse una persona noiosa? No, chi cercherebbe espressamente una persona noiosa per condividere un appartamento! Una persona che parla poco? No, non credo neppure questo. Forse una persona che, appena si eccita un pochino, corre a prendersi dei tranquillanti; che non si dica in giro di lei che è una ragazza esagitata, frenetica… Forse.

 

O forse una ragazza remissiva, che chiacchiera poco, si fa gli affari suoi, non scoccia, non si arrabbia neppure se gli fai un torto, che non ti risponde mai male anche quando ha ragione, che non si ubriaca mai, che non reagisce neppure se in palese difficoltà, che non fa domande, che obbedisce ciecamente ma ama il controllo. Quasi un mostro, insomma.

 

Ecco, tornando a Benjamin: credo che annunci come questo stiano a significare a tutti noi che il nazismo ha vinto. Non in termini fattuali (è stato sconfitto, lo sanno anche i sassi), ma in termini assoluti. È permeato il suo messaggio più profondo nel tessuto della nostra società e ci ha cambiati, se una ragazza per ottenere una stanza in affitto deve vantarsi di essere tranquilla, quasi un mostro. Ci ha cambiati tutti, cazzo.



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permalink | inviato da ema e tizi il 18/8/2009 alle 21:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
CULTURA
26 marzo 2009
Tanto peggio, tanto meglio.


[...] Supponiamo, per esempio, di essere improvvisamente caduti di nuovo giù sulla terra e di esserci quindi tutti confrontati con il problema di quali disposizioni sociali adottare. E supponiamo allora che qualcuno abbia suggerito: "Siamo tutti destinati a soffrire a causa di quelli tra noi che desiderano aggredire il loro prossimo. Allora risolviamo questo problema del crimine consegnando tutte le nostre armi alla famiglia Jones, là, assegnando tutto il nostro potere definitivo di risolvere le dispute a quella famiglia. In questo modo, con il loro monopolio di coercizione e di ultima risoluzione, la famiglia Jones potrà proteggerci tutti l'uno dall'altro". Penso che questa proposta otterrebbe ben pochi consensi, tranne forse dalla famiglia Jones stessa. Ma questo è precisamente l'usuale argomento per l'esistenza dello stato.


[...] Se, allora, la disuguaglianza naturale di abilità e di interessi fra gli uomini deve rendere le élite inevitabili, l'unico percorso ragionevole è abbandonare la chimera dell'uguaglianza e accettare la necessità universale dei capi e dei seguaci. Il compito del libertario, cioè la persona dedicata all'idea della società libera, non è di opporsi alle élite che, come l'esigenza della libertà, fluiscono direttamente dalla natura dell'uomo. L'obiettivo del libertario è piuttosto stabilire una società libera, una società in cui ogni uomo sia libero di trovare il suo livello migliore. In tale società libera, ognuno sarà "uguale" soltanto nella libertà, mentre sarà vario e diseguale sotto tutti gli altri aspetti. In questa società le élite, come chiunque altro, saranno libere di alzarsi al loro livello migliore. Nella terminologia di Jefferson, scopriremo le "aristocrazie naturali" che raggiungeranno l'eccellenza e la leadership in ogni campo. Il punto è permettere la crescita di “aristocrazie naturali”, e non perseguire le "aristocrazie artificiali"

 

Sull’anarchia di M. Rothbard



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arte
14 marzo 2009
Terra e libertà /2 - Closed zone -


La questione di fondo è che la ragione non sta mai nel mezzo, come molti sono soliti dire. Di colpe, nel conflitto israeliano-palestinese, ce ne sono molte e da entrambe le parti; ma la ragione, quella vera, non può essere messa in discussione se si ha a cuore il genere umano. Gli interessi che gravitano intorno al territorio in questione fanno sì che determinate realtà siano pilotate, per ricrearne di nuove.

Ma qualcosa si sta muovendo, si è sempre mossa per la verità. Pochi giorni fa, addirittura, vedevo un servizio alle Iene (quelle di Italia1) che parlava in maniera a-pregiudiziale del conflitto palestinese, con particolare attenzione alle realtà che stanno emergendo e riemergendo dopo il conflitto a cavallo di Capodanno. Territori devastati e famiglie palestinesi cancellate dalla faccia della terra. Alle Iene, cavolo.


Ma la cosa non finisce qui: c’è un animatore, israeliano, autore anche delle animazioni di Valzer con Bashir, che lotta affinché il suo popolo non sia ricordato, magari fra un secolo, come lo sterminatore di un altro. Aldilà dei torti e dei meriti, una persona saggia lo deve riconoscere, lo sterminio di un popolo è una colpa che nessun individuo si vorrebbe mai sobbarcare. Ebbene: questo animatore, tale Yoni Goodman, ha creato questo piccolo corto animato, "Closed Zone". Lottiamo insieme.




SOCIETA'
2 marzo 2009
Forza Nuova. Vecchie Merde.

Li hanno beccati!

Mentre estraevano spranghe e aste dai loro bagagliai. Tutto ripreso dalle videocamere. Niente di nuovo, s’intende, ma certe cose vanno ricordate, fatte sapere, diffuse.

Vedetevi almeno i primi due minuti, c’è da rifarsi gli occhi.

Roberto Fiore a fargli da porta bandiera, da apri pista. La prossima volta che lo vedete in qualche trasmissione televisiva, ricordatevi che razza di uomo è. Democratici in televisione, picchiatori quando le sono lontani. E la Polizia a difenderli.


Estrema solidarietà agli antifascisti bergamaschi.






Corteo antifa 28 febbraio bergamo from armadiettopaciana on Vimeo.

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permalink | inviato da ema e tizi il 2/3/2009 alle 19:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
CULTURA
11 febbraio 2009
Aumenta la crisi, aumenta la lotta. /2

A ottant'anni dai Patti lateranensi tra Pio XI e Mussolini (11 febbraio 1929), in piena crisi del sistema neoliberista permangono le connivenze tra stato autoritario e Vaticano, vero cuore del Concordato. Decenni di sdoganamento istituzionale del fascismo trovano rispondenza nel revisionismo di Ratzinger su Pio XI e Pio XII, complici del fascismo, del nazismo e della deportazione ed eliminazione di donne e uomini considerati “diversi”. Stipulati per la difesa dei reciproci privilegi, i Patti lateranensi e la loro versione aggiornata nel Concordato dell´84 sono potenti strumenti di controllo. In loro nome la religione cattolica e i suoi simboli continuano ad imperversare, alimentando la logica dello “scontro di civiltà” e un clima in cui autodeterminazione, laicità, ateismo e libertà di pensiero sono stigmatizzati e spesso puniti come atti di terrorismo culturale.

La manifestazione NO VAT - rivendicando autodeterminazione, laicità, antifascismo, liberazione e cittadinanza - ha l´obiettivo di denunciare il progetto di egemonia del Vaticano e la sua funzionalità ad un sistema sessista, fascista e razzista, nonché il suo ruolo nella gestione delle crisi del sistema neoliberista. Come in un gioco delle parti, in tempi di crisi economica a un welfare differenziale e ridotto all'osso e alla progressiva distruzione di uno stato sociale che, almeno sulla carta, offriva garanzie a tutte e tutti, la chiesa fa eco con “soluzioni” caritatevoli discriminatorie e familiste. Intanto i tagli all'istruzione e alla sanità pubblica continuano a garantire un incessante flusso di denaro nelle casse di scuole e università confessionali, di cliniche e ospedali cattolici. La distruzione della scuola pubblica, denunciata dall’“onda studentesca” dell´autunno 2008, ha non solo la finalità di indirizzare altrove le risorse, ma anche quella - ben più grave nei tempi lunghi - di sottrarre alle nuove generazioni gli strumenti di conoscenza, di crescita del senso critico e di conseguente lettura dei meccanismi di potere.

In Italia le associazioni cattoliche ingrassano il portafogli tra interventi sociali e gestione diretta di alcuni CIE - Centri di identificazione ed espulsione - e CARA - Centri d´accoglienza dei richiedenti asilo. Così facendo avallano la gestione securitaria del fenomeno dell'immigrazione e controllano un esercito di riserva di lavoratori e lavoratrici provenienti da altri paesi. E intanto si accaparrano la gestione delle emergenze internazionali per moltiplicare il business: AIDS, campi profughi, aiuti umanitari. Sul piano ideologico, le gerarchie vaticane difendono e rafforzano la subordinazione patriarcale di un sesso all´altro, facendo guerra al concetto di gender che decostruisce la “naturalità” dei ruoli tra donne e uomini e portando questa guerra ideologica nell'ambito della loro costante intromissione nelle politiche degli organismi nazionali e internazionali (ONU, Unione Europea). Il papato dell'integralista Ratzinger, attraverso il controllo sulla nascita e sulla morte pretende di gestire e ri-disciplinare i corpi e le forme di vita; gli anatemi vaticani contro ogni istanza di autodeterminazione vanno di pari passo al moltiplicarsi di ordinanze e divieti di sindaci-sceriffi. La famigliola da pubblicità televisiva è, così, imposta da stato e chiesa come modello unico di rispettabilità e chi non vi corrisponde diventa indecoroso/a quando non addirittura pericoloso/a.

A ottant’anni dai Patti lateranensi, stato e gerarchie vaticane mirano a neutralizzare il conflitto sociale anche producendo nuove marginalità da stigmatizzare e nuovi “scarti” da criminalizzare col pretesto della “sicurezza”. Sappiamo bene cosa si nasconda dietro queste campagne d´odio: la paura di perdere i privilegi e il potere. Ma la loro paura non vogliamo pagarla noi! Alziamo la testa. Diciamo con determinazione che non abbiamo paura di far paura. Denunciamo le connivenze tra stato e chiesa nella gestione delle politiche securitarie, razziste, transfobiche, lesbofobe, omofobe e misogine e torniamo di nuovo in piazza il 14 febbraio 2009, con la manifestazione NO VAT per:


· l´autodeterminazione e la libertà di scelta responsabile in ogni fase della vita;

· l’istruzione pubblica e laica e l’abolizione dell’ora di religione;

· un sistema sanitario pubblico e laico;

· uno stato sociale che risponda alle necessità reali dei diversi soggetti;

· i diritti e la piena cittadinanza di lesbiche, trans, gay e migranti;

· l´eliminazione delle leggi ideologiche dettate dal Vaticano e la cancellazione della legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita;

· l’abolizione del Concordato e dei privilegi derivanti (esenzione ICI, otto per mille...).

Coordinamento Facciamo Breccia

www.facciamobreccia.org ; adesioni@facciamobreccia.org



diritti
29 gennaio 2009
Aumenta la crisi, aumenta la lotta.

MOBILITAZIONE CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA

IL 31 GENNAIO

E’ in corso al Senato la discussione del “Pacchetto sicurezza” (DdL 733), che provocherà una grande trasformazione del quadro normativo italiano, già fortemente repressivo e discrezionale nel suo impianto. Le norme contenute nel Pacchetto, infatti, prevedono una politica esplicitamente fondata su misure segregazioniste e razziste per le persone migranti, con o senza permesso di soggiorno, le prime ad essere additate come figure pericolose e causa di “allarme sociale”, e su nuove ed ancora più drastiche misure repressive contro chiunque produca conflitto e non rientri dentro le strette maglie del controllo.

Questo è solo l’ultimo passo di un disegno politico che, attraverso una serie di leggi, ha portato ad crescente restringimento delle libertà di tutte e tutti, tramite la criminalizzazione del dissenso e degli stili di vita.

Dietro la loro sicurezza si nasconde la volontà di non affrontare la precarietà di vita che coinvolge tutte e tutti noi: il razzismo e la paura vengono usati per farci rassegnare a queste condizioni e farci restare chiuse e chiusi in casa e nei nostri luoghi di lavoro. Usare il razzismo e la paura come strumento di pacificazione sociale ha portato alla proposta di legalizzare le ronde dirette a reprimere i comportamenti giudicati “non conformi” ed alla reintroduzione del reato di oltraggio a pubblico ufficiale. L’obbligo di dimostrare l’idoneità alloggiativa per ottenere l’iscrizione anagrafica colpisce migranti, senzatetto, occupanti di casa e chiunque non possa permettersi un’abitazione “idonea”. Le norme anti-graffito e l’inasprimento delle norme per il reato di danneggiamento, colpiscono tutti i cittadini e le cittadine che non si adeguano alla retorica del “decoro urbano”.

Ma le norme del pacchetto sicurezza colpiscono in primo luogo le persone migranti. Se il pacchetto sarà approvato, chi è senza permesso di soggiorno rischia di essere denunciato dal medico se va al Pronto Soccorso, non potrà più riconoscere i figli e le figlie, sposarsi ed inviare i soldi a casa. Il ddl introduce inoltre: la detenzione nei CIE (ex CPT) fino a 18 mesi; una tassa sempre più alta per la richiesta o il rinnovo del permesso di soggiorno; controlli ancora più stretti per acquisire la cittadinanza; il reato di ingresso e soggiorno illegale nello Stato.

Questo delirio securitario esplode mentre i governi decidono di sostenere le aziende e le banche in difficoltà, invece di pensare a nuove poltiche sociali di sostegno alla cittadinanza colpita dalla crisi. Scaricando, tra l’altro, tutto il lavoro di cura sulle donne: in quest’ottica, l’unica immigrazione che sembra piacere è quella delle “badanti”. Ai sindaci ed ai prefetti sceriffo si attribuiscono nuovi poteri, mentre il Ddl Carfagna criminalizza e stigmatizza le persone prostituite, imponendo norme di comportamento a tutte e tutti. La loro soluzione alla crisi è il governo della paura. La risposta, in Italia come in Europa, da Milano a Castelvolturno, da Atene a Malmöe…è stata un grido di rabbia e libertà:

NON ACCETTIAMO LA SOCIETA’ DEL RAZZISMO,
DELLO SFRUTTAMENTO E DEL CONTROLLO!

SABATO 31 GENNAIO

CORTEO CITTADINO A ROMA,

appuntamento alle 14:30 in Piazza di Porta Maggiore

per info e adesioni:

pacchettosicurezza@anche.no

http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/


politica estera
12 gennaio 2009
Terra e Libertà

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