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Jill, sei andata a controllare i bambini?

In una casa isolata in cima a una collina, la studentessa Jill Johnson si prepara a trascorrere una tranquilla serata di babysitting. I genitori sono usciti e i bambini dormono già, così Jill chiude a chiave la porta, mette l'allarme e si appresta a esplorare la splendida casa in cui si trova. Ma dopo una serie di inquietanti telefonate da parte di uno sconosciuto che la invita ripetutamente a "controllare i bambini", la ragazza cade in preda al panico.

 

A cura di Emanuele.

Era il 1979 quando Fred Walton firmò l’agghiacciante “Quando chiama uno sconosciuto” con la brava Carol Kane che interpretava la babysitter Jill Johnson. E da quando “Scream” nel 1996 portò alla ribalta l’incipit della chiamata telefonica da parte di un maniaco, i film pensati e fatti su questa falsa riga da Hollywood non si sono più contati (ricorderete “The Ring”). Dal film di Walton nasce questo squisito remake diretto da Simon West (“Con Air” e “Tomb Raider”) dal titolo “Chiamata da uno sconosciuto”, opera modesta ma di buona fattura. Oggi che il cinema è un pò a corto di idee notiamo con piacere che l’ennesimo remake è attinto da una pellicola di qualità. In questo periodo estivo, pieno di horror e film di dubbio spessore artistico segnaliamo volentieri a chiunque volesse andare al cinema, ma vi rinuncia dubbioso (e a ragione), la presenza nelle sale di questo bel thriller che rinuncia a gratuiti spargimenti di sangue arrivando alla suspence e al brivido attraverso altri meccanismi, come le numerose soggettive e un ottimo montaggio di suoni ed immagini. La pellicola appartiene a quella tipologia di opere all’interno delle quali non accade nulla, ma questo nulla è raccontato terribilmente bene, un po’ come avvenne in film come “Le verità Nascoste” di Zemeckis con Harrison Ford e Michelle Pfeiffer: opera in cui per un’ora e mezza non accadeva niente, eppure spaventosamente agghiacciante. Non vi sorprendete quindi se vi ritroverete per quasi tutto il film con le mani a coprirvi gli occhi attorcigliati sulla poltrona aspettando semplicemente che una porta si chiuda, la tensione rimarrà alta e fortissima a lungo. Attenzione però : questa paura è figlia dell’attesa, e quando ormai tutte le carte saranno in tavola, il film perderà del tutto la sua tensione, regalandoci il serial-killer più maldestro ed incapace della storia del cinema! Attenderete per tutto il film l’incontro tra i due, che accadrà solo a pochi minuti dalla fine. Nonostante la conclusione del film sia decisamente sottotono, l’ansia profusa attraverso una casa sinistra, chiamate minacciose, una nottata ventosa in riva al lago e l'ottimo montaggio di tutti questi pezzi del puzzle, vi avrà comunque reso gradevolissima la visione del film.

Pubblicato il 7/7/2006 alle 19.32 nella rubrica Cinema.

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