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Di sopiti romanticismi


Uno dei più bei regali che le rivoluzioni inglese e francese hanno fatto a noi contemporanei, è l’unanime accettazione che il potere può essere attaccato al cuore. Da quei giorni in poi, nessun potere è più stato inviolabile, nessun potente ha più dormito sonni tranquilli. Nessun re o governante si è mai più sentito completamente al sicuro in mezzo alla folla. Perché la folla è un gregge di pecore, è vero, ma è anche imprevedibile. Raramente si desta, ma quando lo fa nulla può arginarla. Violenta e magnifica, pacifica e inarrestabile, la folla costringe il potere alla solitudine delle barriere che esso crea tra lui e le masse. Io voglio bene alle ‘auto blu’ proprio perché rappresentano questo. Oggi i metronotte di Roma hanno protestato contro la messa sul mercato della loro Associazione. Non si sa per quale meravigliosa alchimia (ma lui lo sa di certo) gli animi si sono liberati da ogni umana inibizione e hanno considerato la possibilità di sfondare la cinta di polizia e penetrare nel Parlamento. Non ci sono riusciti. Non è molto, ma è pur sempre qualcosa. Sarebbero andati a dire due parole ai politici, agli uomini cui noi deleghiamo di legiferare. E se, come diceva Fichte, la folla ha sempre ragione perché è essa stessa sovrana del diritto, allora chi stava dentro il Parlamento aveva evidentemente torto marcio. Oggi i metronotte hanno dato un grande esempio di libertà democratica, di partecipazione attiva alla vita del Paese, hanno chiarito per l’ennesima volta che nessun potere è veramente al sicuro. Vi voglio bene metronotte.

Emanuele

Pubblicato il 4/12/2007 alle 19.29 nella rubrica Costume e Società.

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