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Terra e libertà /2 - Closed zone -



La questione di fondo è che la ragione non sta mai nel mezzo, come molti sono soliti dire. Di colpe, nel conflitto israeliano-palestinese, ce ne sono molte e da entrambe le parti; ma la ragione, quella vera, non può essere messa in discussione se si ha a cuore il genere umano. Gli interessi che gravitano intorno al territorio in questione fanno sì che determinate realtà siano pilotate, per ricrearne di nuove.

Ma qualcosa si sta muovendo, si è sempre mossa per la verità. Pochi giorni fa, addirittura, vedevo un servizio alle Iene (quelle di Italia1) che parlava in maniera a-pregiudiziale del conflitto palestinese, con particolare attenzione alle realtà che stanno emergendo e riemergendo dopo il conflitto a cavallo di Capodanno. Territori devastati e famiglie palestinesi cancellate dalla faccia della terra. Alle Iene, cavolo.


Ma la cosa non finisce qui: c’è un animatore, israeliano, autore anche delle animazioni di Valzer con Bashir, che lotta affinché il suo popolo non sia ricordato, magari fra un secolo, come lo sterminatore di un altro. Aldilà dei torti e dei meriti, una persona saggia lo deve riconoscere, lo sterminio di un popolo è una colpa che nessun individuo si vorrebbe mai sobbarcare. Ebbene: questo animatore, tale Yoni Goodman, ha creato questo piccolo corto animato, "Closed Zone". Lottiamo insieme.




Pubblicato il 14/3/2009 alle 16.30 nella rubrica Politica.

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