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I capolavori oggi non esistono più

Andò che il bar Necci, quello dove Pasolini ambientò molte scene del suo Accattone, un anno fa decise di chiudere. Tutto, nel locale, era rimasto uguale a come immortalato nel ‘61 dal regista. Come a voler significare che un punto di bellezza così alto non sarebbe potuto essere ripetuto o superato, quindi tanto valeva lasciare tutto com’era. Perché è la bellezza che salverà il mondo, e certa gente ancora crede in ciò, come fosse una fede, una missione. Chapeau.

Andò che al suo posto sembrava dover aprire un ristorante molto trendy. Ed è giusto che sia così. Tutto deve essere cancellato, in modo che l’uomo prenda veramente coscienza dell’orrore che lo attanaglia e lo circonda. Tutto deve sparire, non deve rimanere un rimasuglio di nulla, altrimenti continueremo a confidare in quello. Niente certezze e niente memoria, tutto da rifare. Il grottesco è il bello post-moderno, e di questo è giusto cibarsi, finché non ne avremo abbastanza, o non ne avranno abbastanza.

Al posto del bar dunque, dovrebbe sorgere un ristorante di tendenza, dove nessuno parla con gli sconosciuti, e forse neppure parla troppo con i suoi commensali. Da bar di dibattiti politici pasoliniani a luogo di culto di una società sempre più muta, che pure sembra parlare tantissimo. Grottesco, appunto.

Da quella decisione ad oggi il bar continuava a servire, stanco e culturalmente isolato, i suoi caffè, liquori e sorrisi, attendendo l’ineluttabile fine. Caffè, liquori e sorrisi estemporanei per chiacchierate estemporanee, consapevoli del luogo pre-grottesco in cui tutto ciò avveniva. Da rimirar le stelle, a rimirar i lampioni. Amen.

Ieri il bar è andato a fuoco. Ecchissenefrega, molti diranno. Mavabenelostesso, rispondo. Ad ogni modo la notizia è che tutto è andato bruciato come ovvio, tranne una cosa. Una sola cosa si è salvata, e se credessimo nelle forze sopranaturali ora sicuramente parleremmo di un miracolo. Che poi miracolo lo è; laico, ma pur sempre miracolo. Un quadro raffigurante Pasolini è rimasto completamente intatto mentre in fuoco ha disintegrato tutto ciò che stava attorno ad esso.

Osservatela dunque, la Sacra Sindone.


Pubblicato il 1/4/2009 alle 19.42 nella rubrica Diario.

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